Progetti

Il teatro che fa la differenza! 2017 – a Siracusa

L’acqua che sgorga da Ortigia

Nel 2017 Il teatro che fa la differenza! approda a Siracusa. Viene inserito nell’ambito delle celebrazioni per il 2750esimo anniversario della fondazione della Città di Siracusa e ne diventa un omaggio. È un viaggio nel tempo in cui si ripercorrono le dieci tappe più importanti della storia della città dalla sua fondazione alla costruzione del teatro dove furono rappresentate le tragedie di Eschilo, dalla nascita di Archimede al culto di santa Lucia, dal terremoto del Val di Noto al Gran Tour europeo.

“Un palcoscenico con solo poche scatole di cartone impilate, privo di decori e fronzoli, sulle cui tavole gesti, sguardi e varietà di lingue vibrano all’unisono per riuscire ad elargire un messaggio che sa di spontaneità e di uguaglianza.” Francesca Garofalo – La Sicilia

In anteprima il progetto si è compiuto con una prova aperta al pubblico all’interno delle “Feste Archimedee”, festival di scienza, arte e cultura. Tutto ciò avvenne all’aperto, a piazza Minerva, davanti quello che era il tempio di Atena e che poi divenne il Duomo.

Per la prima volta durante lo spettacolo viene utilizzata la lingua dei segni tattile.

Il tema del progetto è la città stessa, con la sua storia tra lingue, culture e religioni diverse, tra conquiste ed espugnazioni. In particolare, dal IX al XVII secolo, la Sicilia venne conquistata da arabi, normanni, angioini e spagnoli. Ma insieme alle lingue e alle culture, le presenze straniere modificarono anche la storia gastronomica dell’isola: arance, limoni, pistacchi, pesche, albicocche, gelsomini, dolci e spezie di tutte le specie iniziarono ad arricchire le tavole.

Per me è stato molto emozionante dirigere il laboratorio in una terra che conosco bene e che ha conservato dialetti che mi riportano all’adolescenza, a casa. Siracusa diventa la Cloe calviniana, un’oasi, un miraggio che fa tornare al passato. Di fatto, per diversi mesi, durante lo svolgimento del lavoro progettuale, mi ritrovo a dormire nella stanza dove sono cresciuto. Per felici coincidenze, metto in scena sia le tragedie greche che vidi e recitai durante l’adolescenza sia la leggenda di Colapesce che appresi durante gli anni della scuola elementare. Da piccolo ero stato sempre affascinato dall’imponente santuario della Madonna delle Lacrime ed è proprio lì che si sono tenute le prove.

“Un teatro senza confini geografici, religiosi, culturali, ideologici, senza barriere fisiche e architettoniche, in cui le differenze in un primo istante vacillano e si annullano nell’incontro con l’altro, per rinascere fortificate dalla coscienza che è nella differenza e non nella somiglianza la possibilità di abbattere le barriere sociali dell’odio e della diffidenza.” Annamaria di Carlo – La Civetta di Minerva

Purtroppo il lavoro di organizzazione degli spazi scenici non è stato un’esperienza altrettanto gratificante: la primavera del 2017 è stata particolarmente torrida e la sala per le prove era piccola, non aveva un sistema di ventilazione, sicché gli incontri sono stati molto faticosi, soprattutto per i partecipanti che, nel continuo movimento e nel contatto corpo a corpo, soffrivano il caldo senza possibilità di ristoro. Per la legge del contrappasso, lo spettacolo fu perfino rimandato, perché a fine settembre, dopo una tempesta, il santuario si allagò e fummo costretti a riadattare lo spettacolo in uno spazio più piccolo: l’Istituto Sacro Cuore.

Ma i sacrifici sono stati ricompensati e Il teatro che fa la differenza! – a Siracusa ha avuto una buona eco mediatica, tanto da essere stata programmata una seconda edizione nel 2018.

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